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 AcLTI – Associazione contro le Leucemie e i Tumori nell’Infanzia

 

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                                                                                               Sognare da soli è un sogno, sognare insieme è l'inizio della realtà......

Preg. Prof. Fiorillo potrebbe darmi qualche notizia del medulloblastoma? (Alfredo)

Caro Alfredo,

volentieri rispondo alla Sua richiesta dicendole che il medulloblastoma è purtroppo un tumore molto frequente nell’infanzia. Si pensi che in una regione popolosa come la nostra Campania, accanto a circa 60 nuovi casi di leucemia acuta, sono attesi più di 20 nuovi casi di medulloblastoma ogni anno. Quello di cui parliamo è un tumore del Sistema Nervoso Centrale che nella maggior parte dei casi nasce nella parte posteriore del nostro encefalo, in una zona che è chiamata fossa cranica posteriore e in una struttura detta cervelletto. Poiché in questa zona confluiscono tutte le vie di circolazione del liquor (che è quel liquido che bagna il nostro cervello), la crescita di una massa (il medulloblastoma) provoca quasi inevitabilmente un ostacolo alla circolazione di quel liquido e la comparsa di sintomi e di segni clinici dovuti all’aumento della pressione. Molto spesso il bambino comincia a presentare vomito e mal di testa; come si capisce questi sono sintomi molto comuni presenti anche in altre patologie molto meno gravi del medulloblastoma, ad esempio in affezioni gastrointestinali banali o in  transitorie infezioni virali. Per questo non è ragionevole allarmarsi ad ogni loro comparsa, a meno che non abbiano caratteri di particolare gravità (ad esempio il ripetersi ogni giorno, soprattutto con i cambiamenti di posizione ed in assenza di nausea nel caso del vomito o di particolare intensità, tale da interrompere il gioco o il sonno del bambino nel caso della cefalea). Se esistono dei fondati motivi di allarme è allora raccomandabile che il bambino in questione sia visitato da un medico esperto della materia che potrà valutare nel complesso le sue condizioni e rilevare eventuali altri importanti segni neurologici eventualmente sfuggiti a chi si prende cura del piccolo, ma molto utili per indirizzare alla diagnosi.

Una diagnosi di certezza potrà essere raggiunta con esami strumentali quali la TAC o ancor meglio la Risonanza Magnetica Nucleare, cui farà seguito una biopsia o l’intervento di asportazione che permetteranno una diagnosi certa di natura attraverso l’esame istologico.

Per fortuna il medulloblastoma è, nel suo complesso,  da considerarsi come un tumore che può essere guarito in una elevata percentuale di casi, che al momento attuale supera il 60% del totale. Condizioni fondamentali perché questo possa essere ottenuto sono: l’asportazione chirurgica macroscopicamente completa della lesione tumorale (questo significa che la risonanza magnetica effettuata subito dopo l’intervento non dovrà mostrare più presenza di tumore ma al massimo una lieve impregnazione del mezzo di contrasto dove prima era la sua sede), l’esecuzione di una corretta radioterapia  da iniziare nel mese successivo all’intervento (per convenzione il tempo stabilito è di quattro settimane dall’intervento) e naturalmente l’assenza di altre localizzazioni (oltre a quella del cervelletto) della malattia alla diagnosi. Nella maggior parte degli schemi terapeutici oggi in uso è anche utilizzata la chemioterapia, cioè la somministrazione di farmaci attivi contro le cellule ammalate del tumore, in associazione alla radioterapia e successivamente dopo il suo completamento.

Spero che queste poche parole possano essere utili ad una prima comprensione di questa importante malattia del bambino.

Sarò ben lieto di poter rispondere ad altri quesiti  relativi a problemi che possano riguardare specifici pazienti.

Cordialità

Amedeo Fiorillo

 

Ovviamente, sarà data risposta a quesiti di interesse generale non troverete indicazioni di cure ne consigli o pareri sui reparti di oncologia pediatrica.

 

Risponderà il Prof. Amedeo Fiorillo dell'Università Federico II di Napoli.

Il sito dell'AcLTI si arricchisce di una nuova sezione: Il medico risponde.

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